La mia è una ricerca continua di relazione con l’acqua che scorre sotto al mio kayak. Devo ascoltarla, adattarmi, trovare l’armonia e rimanere in equilibrio.

Francesco Salvato: una vita passata tra acque in movimento


La mia è una ricerca continua di relazione con l’acqua che scorre sotto al mio kayak. Devo ascoltarla, adattarmi, trovare l’armonia e rimanere in equilibrio.

Francesco Salvato nasce nel ‘62 a Padova. A 19 anni prova il kayak per la prima volta, se ne innamora, e da li a poco cambia radicalmente la sua vita: abbandona il lavoro di elettricista fatto fino ad allora e l’azienda dove aveva sempre lavorato, si iscrive all’ISEF e apre una scuola di canoa per pagarsi gli studi. Nell’86 diventa Maestro di kayak; quell’anno segna l’inizio di una nuova vita: dedicata al fiume.

Francesco si dice spesso che il primo amore non si scorda mai. Ti va di raccontarci cos’è successo nella primavera dell’81?

Per una semplice casualità ho provato il kayak. Fino ad allora pensavo fosse la montagna la passione della mia vita tant’è che avevo già fatto diverse scalate sulle dolomiti, ma quando sono salito in canoa in un laghetto vicino Padova mi sono bastati pochi metri per capire che quella sarebbe stata la passione della mia vita. E’ stata come una illuminazione e oggi credo che questa sia stata una grandissima fortuna. Una delle cose più importanti nella vità è capire quello che ci “piace” e quello che vogliamo “fare” veramente, trovare la nostra strada e avere il coraggio di seguirla. Spesso la motivazione nasce dai talenti e riuscire a scoprirli è un’altra chiave per la felicità.  

Dagli anni ‘80 a oggi hai collezionato una serie di imprese molto interessati. Hai partecipato a spedizioni canoistiche in Nepal, Nuova Zelanda, Etiopia, California e tanti altri Paesi. Ce n’è una che t’è rimasta nel cuore più delle altre?

A dire la verità per me ogni viaggio è unico, ogni fiume e ogni Paese ha le sue particolarità. Non amo molto fare classifiche, ma di certo ci sono luoghi che rimangono impressi nel cuore e nella mente un pò più di altri, o forse solo in maniera diversa. Per me questo paese è il Nepal: li ho vissuto le esperienze più intense dal punto di vista canoistico. I fiumi che scendono dall’Himalaya hanno una energia straordinaria e la cultura nepalese è ricca di fascino.

Pagaiare, anche in solitudine per giorni interni, è un’esperienza che va oltre i titoli, le medaglie e i record. Cos’è che ti spinge verso queste imprese?

La canoa in solitaria ti permette di creare un rapporto con il fiume inspiegabilmente profondo. Si è esposti a moltissimi rischi e lo stato di massima vigilanza che tengo mi permette di creare una connessione con il fiume che diventa quasi catartica. Da solo, in fiume, abbandono ogni maschera e mi sento me stesso fino in fondo. Adoro il senso di solitudine legato all’azione e riesco a sentirmi totalmente parte del fiume e vivere una profonda connessione con me stesso.

Abbracciare uno sport come fai tu è come adottare una chiara filosofia di vita. Quando si parla di outdoor credo il sentimento e quello che si riceve dallo sforzo fisico, dal rapporto con l’ambiente e da se stessi è davvero viscerale. Sei d’accordo?

Si, sono d’accordo. Il valore aggiunto degli sport outdoor sta proprio nel legame che si crea con l’ambiente; in modo particolare il kayak di acqua mossa richiede una relazione con il fiume nella sua forma più viva. La mia è una ricerca continua di relazione con l’acqua che scorre sotto al mio kayak. Devo ascoltarla, adattarmi e trovare l’armonia con l’elemento e questo è quello che cerco di trasportare nella vita di tutti i giorni: trovare armonia con ciò che mi circonda, i figli, la mia compagna, la mia famiglia, amici e conoscenti, il mio lavoro. Il kayak di acqua mossa mi ha insegnato tutto questo perchè è prima di tutto uno sport di equilibrio e l’equilibrio si basa sull’ascolto, sulla morbidezza, sulla capacità di adattamento ed è quello che cerco di applicare alla vita di tutti i giorni. Sentirmi in equilibrio mi regala un senso di benessere impagabile e questo l’ho imparato scivolando sul fiume con il mio kayak.


Francesco hai riempito questa pagina d’amore, equilibrio e tanto entusiasmo. Ti ringraziamo molto per il tempo che ci hai dedicato e ti facciamo un grande in bocca al lupo per le tue prossime imprese. A presto!

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