Su se stesso, sul proprio corpo e sulla propria mente, l'individuo è sovrano.- John Stuart Mill

Ilaria Barbotti e una vita da digital nomad


Su se stesso, sul proprio corpo e sulla propria mente, l'individuo è sovrano.- John Stuart Mill

Ilaria Barbotti è una delle donne più giovani e influenti del panorama digitale italiano. @ilarysgrill (su Twitter e Instagram) è ormai un marchio di qualità, sinonimo di professionalità e passione per il suo lavoro, ma anche per il mondo del turismo e della moda. Oggi abbiamo il piacere di fare due chiacchiere con lei e conoscere meglio il suo percorso.  

Ilaria nel tuo sito leggiamo “Nel 2013 decido di lasciare il lavoro da dipendente e apro la mia azienda”. Quanto tempo ti è servito per maturare questa scelta?
Non moltissimo. Diciamo però che per un anno ho aspettato di capire dove la mia carriera stesse andando. Quando ho capito che lavoro volevo fare e che la mia passione inevitabilmente mi portava verso quel mondo e, soprattutto, verso la libertà d’avere una mia azienda… ho fatto il salto. L’ho fatto nonostante alcun dubbi che ho fugato solo dopo un paio d’anni d’attività.

Nel 2013 il fantasma della crisi aleggiava già sopra le teste degli italiani e la paura era forte per molti. Cosa ti ha spinto a rischiare “nonostante tutto”? Cosa stavi cercando?
La voglia di provare a fare da sola, la mia brama d’indipendenza, la passione verso un mondo - quello social e quello fotografico - che mi affascina da sempre, la mia capacità innata di aprire e tessere relazioni con le persone, trovando quelle giuste e valide con cui collaborare. Cercavo libertà e soddisfazione lavorativa e l’ho trovata solo dopo che ho abbandonato il lavoro in azienda. Non tornerei indietro, perlomeno non ora. Forse fra qualche anno... chissà! Mai dire mai!

Passare da un lavoro da dipendente a un lavoro autonomo significa cambiare completamente prospettiva sulla propria vita. Cosa si prova a ritrovarsi immersi in un mare d’opportunità da cogliere?
Sì, assolutamente un cambio radicale di prospettiva e di visione. Improvvisamente devi pensare (solo) per te, devi pensare a lavorare bene, ma anche a guadagnare per permetterti una vita che contempli più che “il minimo sindacale”. Questo almeno è il mio punto di vista, ma io non sono una da ufficio-casa-ufficio-palestra-casa-ufficio. Voglio potermi godere tante cose e, soprattutto, stare serena.

Mi sono ritrovata sommersa dalle opportunità? Si, assolutamente. Molte ne ho colte, alcune no, altre le ho fraintese; ho fatto degli errori e dei lavori splendidi. Di certo cerco sempre di migliorare imparando molto dall’estero e circondandomi di belle persone.

E’ stato subito facile?
Devo dire che per me è stato abbastanza facile; il lavoro non mi è mai mancato. Oggi faccio, scrivo, co-progetto, realizzo e seguo progetti bellissimi; sono un pò tutti miei figli e, come tali, li seguo con entusiasmo per vederli crescere e migliorarsi.

Ti seguiamo on line e vediamo che sei spesso in giro, in Italia e all’estero, impegnata tra eventi, shooting fotografici e corsi formativi. Ti va di parlarci di qualche progetto a cui sei particolarmente affezionata?
Viaggiare tanto mi ha reso cittadina del mondo. In realtà mi ci sono sempre sentita o, forse, prima non riuscivo a vivere le mie radici. Fatto sta che oggi più viaggio, più amo casa mia e ho voglia di farla conoscere al mondo. Una delle cose che amo fare è proprio raccontare e promuovere con progetti digitali, turistici, social, la mia regione: le Marche. 
Sicuramente è una delle cose che mi riesce meglio e che faccio sempre col cuore.

Ho l’opportunità di viaggiare con brand automotive o hi-tech e questi sono viaggi sempre molto belli e stimolanti che mi hanno fatto conoscere tanta gente e visitare posti meravigliosi.

Un bel progetto internazionale cui ho partecipato come unica italiana è quello di Sony Mobile in cui ho condiviso insieme ad altri 30 instagramer di tutto il mondo 4 scatti che rappresentassero “il mio straordinario nel quotidiano”, la possibilità per me di raccontare l‘Italia e le Marche nel mondo, inserendomi in un contesto internazionale. Un bellissimo progetto.

Ognuno legge la storia altrui dal suo punto di vista ed è giusto così, ma secondo te qual è il messaggio più importante che le persone dovrebbero cogliere dalla tua storia?

Credo che traspare da quello che scrivo e da quello che dico (chi mi conosce lo sa!), ma è sempre bene chiarire. Le mie parole chiave sono: passione ed entusiasmo. Senza loro non avrei avuto un lavoro che amo e la possibilità di vivere bene! 

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Classe '76, appassionato da una vita di nuoto, Bruce Springsteen e nuove tecnologie. Adora il cambiamento in ogni sua forma ed espressione.

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